simona molaschi

psicologa, psicoterapeuta e mediatrice familiare

"Non esiste vento favorevole
per il marinaio che non sa dove andare"


Seneca

Colloqui psicologici - Lo spazio sicuro per l'adolescente

L'ADOLESCENZA E I COMPITI DI SVILUPPO

l'adolescente è impegnato ad assolvere nel suo percorso di crescita una serie di complessi compiti di sviluppo; questi hanno un carattere sia universale, poichè riguarda una strutturazione fisica, cognitiva, affettiva e relazionale che riguarda tutti gli adolescenti, sia variabile in quanto influenzato dal contesto storico e culturale di riferimento.
I compiti specifici che costellano questo processo di crescita riguardano:

Lo sviluppo fisico-corporeo e sessuale

Uno dei principali aspetti in cui l'adolescente è maggiormente impegnato è quello relativo alla trasformazione del suo corpo. Questo cambiamento è la principale fonte di angoscia in quanto comporta lo sforzo di comprendere e accettare i repentini mutamenti somatici che si impongono, e di cui l'adolescente avverte l'incertezza dell'esito. Nel contempo tale cambiamento corporeo richiede la necessità di riformulare da parte del soggetto una rappresentazione mentale del proprio corpo non più connotata in senso infantile. A tale proposito, Pietropolli Charmet definisce questo compito come mentalizzazione del corpo proprio per indicare questo faticoso processo di attribuzione di senso. La percezione di sè è fortemente destabilizzata perchè sfugge l'obiettivo di rendere il corpo comprensibile, di riuscire a dargli una forma, di addomesticarlo in modo coerente con le aspettative e i valori interiori identificatori (Charmet, 2000).
Questa metamorfosi fisico-corporea, inoltre, si accompagna allo sviluppo sessuale che da un lato spinge il soggetto a rispondere a nuovi bisogni sessuali e dall'altro lato a ridefinire il proprio ruolo in termini maschili o femminili, anche in risposta alle attese sociali e culturali del contesto in cui vive.

Lo sviluppo cognitivo

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Un secondo compito cui l'adolescente deve far fronte è l'acquisire e il mettere a frutto nuove competenze mentali.
Come noto, a tutt'oggi il riferimento cardine tra i primi e più autorevoli studiosi sullo sviluppo del pensiero umano è Jean Piaget.
Secondo la concezione di Piaget, in breve, durante questa età si evidenzia il passaggio a un diverso funzionamento cognitivo, ossia si verifica uno sviluppo strutturale che passa da una modalità di pensiero di tipo operatorio concreto a quella di tipo operatorio formale-astratto. Nella prima, le capacità mentali del bambino permettono di compiere operazioni ricorrendo a dati concreti o a rappresentazioni mentali del mondo fenomenico, mentre nello stadio operatorio formale il soggetto può cominciare a ragionare sulla base di ipotesi. Ciò comporta per l'adolescente la possibilità di sperimentare il mondo reale a partire da ipotesi da confermare oppure smentire empiricamente. Tra la pre-adolescenza e l'adolescenza, quindi, il soggetto opera come uno scienziato alle prime armi utilizzando le proprie scoperte sia per verificarne la coerenza rispetto alle proprie ipotesi, sia per attivare nuove operazioni della mente, come il pensiero ipotetico-deduttivo e ulteriori ragionamenti logico-astratti più complessi. In questa fase, l'adolescente elabora una propria visione del mondo differenziandosi da quella dei genitori.
Va qui evidenziato, per inciso, che uno dei fattori determinanti per accrescere lo sviluppo biologico delle capacità mentali è costituito dagli stimoli ambientali che il bambino riceve durante ciascuna fase del suo sviluppo cognitivo. Infatti, grazie al contributo di Vygotskij e al suo concetto di area di sviluppo prossimale, è noto oggi quanto gli stimoli forniti dagli adulti, i contesti di apprendimento e gli strumenti culturali disponibili al bambino siano le condizioni fondamentali per migliorare le sue competenze e abilità cognitive potenziali.
In particolare, durante l'adolescenza diventano fondamentali la discussione, il conflitto socio-cognitivo, il decentramento mentale del soggetto, tutte operazioni utili al fine di acquisire una costruzione condivisa della conoscenza. Infatti, anche il disaccordo tra i ragazzi permette loro di manifestare le proprie idee, di confrontarsi e ampliare la conoscenza attraverso una dialettica intra-individuale ed extrafamiliare.

La dimensione relazionale

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Parallelamente ai compiti evolutivi in rapporto ai cambiamenti fisico-corporei e alle nuove possibilità cognitive, l'adolescente è impegnato ad affrontare un ulteriore bisogno profondo, ossia quello che riguarda la costruzione della propria nuova identità anche sul piano relazionale.
La costruzione dell'identità nella fase adolescenziale è caratterizzata dalla dinamica incrociata tra il processo d'individuazione e quello di separazione dalla nicchia affettiva primaria che è rappresentata dalla famiglia d'origine. In particolare, il soggetto inizia a percepirsi differente dalle figure genitoriali e, al contempo, sente la necessità di emanciparsi dall'immagine di figlio-bambino per spingersi a conoscere nuove forme cognitive, relazionali e affettive.
L'identità costituisce la risposta dell'adolescente al problema della sua individuazione. Ma, per far questo egli afferma nel dominio familiare la sua necessità di una relazione simmetrica, seppur collocata in un contesto asimmetrico.
Le spinte emancipative, infatti, consistono nel distanziarsi dalle dipendenze psicologiche e dalle identificazioni narcisistiche infantili precedenti per conquistare nuovi spazi vitali extrafamiliari; l'adolescente è spinto dal bisogno improrogabile di realizzare il proprio debutto sociale che rappresenta il passaggio iniziatico che precede l'accesso al mondo degli adulti, conferendo a questo compito evolutivo un carattere fondativo della futura vita sociale del soggetto.
Quindi, accanto ai compiti di ridefinizione dei legami familiari, gli adolescenti si trovano impegnati a stare con gli amici ed elaborare con essi i propri vissuti, a negoziare il proprio punto di vista, condividere e codificare le proprie esperienze in un rapporto di tipo paritario. In conclusione, il gruppo costituisce l'entità sociale di elezione dove promuovere e sostenere il processo emancipativo e identitario, e dove affinare le inedite capacità cognitive e relazionali, con la possibilità che si verifichino anche i primi legami sentimentali.

J'avais vingt ans. Je ne laisserai persone dire que c'est le plus bel ge de la vie.

(Avevo vent'anni. Non permetterà a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita)

Paul Nizan